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RIAFFERMARE ILVALORE DELLE PERSONE

È più di una "convivenza guidata". È un'esperienza di "welfare comunitario", che va oltre la pura cura e riabilitazione. Avviene ad "Agape, Madre dell'Accoglienza", una comunità laica ma con una forte impronta evangelica.

Nella riabilitazione psichiatrica il concetto di «convivenza guidata» in una prospettiva educativa e cognitivo-emozionale riveste, in alcuni passaggi del processo psico-socio-riabilitativo, un ruolo centrale nello sviluppo dei processi di autonomia.
La possibilità di affrontare esperienze emotivamente intense di convivenza familiare e' di avvio ad esperienze lavorative e di autosufficienza nella gestione quotidiana della vita, in una casa e in un contesto «normali» è un passaggio fondamentale. È una tappa indispensabile nel percorso di soggetti con storie di disagio, desocialità, marginalità istituzionale, o con disturbi del comportamento e della personalità in fase di iniziale compenso.
Attraverso di essa le persone affrontano, in una condizione esistenziale ed abitativa «normale»,
le difficoltà dell'autosufficienza e dell'«empowerment» personale.


RISORSE NON PESI

Le diverse linee di intervento prpgettuali-individuali, fanno riferimento alla necessità di riaffermare il concetto di «valore delle persone».
Riaffermare il valore vuoi dire ricostruire strumenti di aiuto che permettano di riscoprire le persone deboli come una risorsa e non come un peso. Il luogo presso cui alloggiano gli individui è, a tutti gli effetti, una casa, un'abitazione rurale o urbana dove convivono, badando quasi autonomamente ai propri bisogni logistici...
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RECUPERARE L'AUTONOMIA PERSONALE

Nel quadro normativo vigente, «Agape, Madre dell'accoglienza» Onlus è da ritenersi in tutto e per tutto una cooperativa di tipo A, che gestisce specifiche e variate forme di residenzialità ria-
bilitativa centrate sulla persona.
Tutti gli inserimenti effettuati nel percorso comunitario di Agape sono da considerarsi rigorosamente «progetti individuali»... clicca qui per continuare l'articolo in PDF

 

UNA RETE DI «CASE DI FRATERNITÀ»

Gli inserimenti abitativi sono realizzati secondo le indicazioni regionali, in piccoli nuclei in rete, da noi definiti «case di fraternità», ove gli operatori sono accompagnati nella quotidianità e nei singoli progetti da operatori dipendenti con presenza quotidiana diurna e notturna, supportati da servizi centralizzati di terapia e riabilitazione (medico-sanitari, psichiatrici, psicologico-clinici, psicoterapeutici, pastorali) concordati con il servizio e inseriti nel progetto individuale.
Il modello organizzativo a «piccole case in rete», garantisce - a nostro giudizio - il massimo dell'umanizzazione e della per-sonalizzazione, ma soprattutto la percezione da parte di tutti (ospiti, operatori, famiglie, servizi) che non si tratta di una piccola istituzione totale e neppure di una «comunità protetta» per post-acuti. Bensì ha tutti gli effètti di una casa, con una convivenza guidata e supportata, inserita armonicamente in una rete integrata di persone, relazioni, affetti, organizzati anche in molti momenti di attività comune tra i vari nuclei.
A partire dalla celebrazione eucaristica settimanale nell'Abbazia di Vezzolano, animata regolarmente dalla comunità, seguita e preceduta da momenti ludici di festa e d'incontro, che coinvolgono anche volontari, famiglie, amici.

 

LE PERSONE

Alla cooperativa aderiscono insieme, secondo schemi normativi vigenti, soggetti disagiati e personale terapeutico ed educa-toriale, realizzando esperienze lavorative comuni in ambiti diversi e spesso attinenti alla valorizzazione agricola e naturalistica del territorio.
È previsto l'impiego del medico-psichiatra con funzione di coordinatore del progetto, del responsabile pastorale, dell'amministratore delegato, del consigliere responsabile della logistica, del consigliere responsabile delle relazioni istituzionali, del supervisore etico, del responsabile dell'assistenza legale, di psicologi responsabili dei programmi riabilitativi e dei progetti individuali, del supervisore esterno dell'organizzazione dei progetti, e di animatori di comunità (operatore socio sanitario, educatore professionale, animatore sociale, formatori)...
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L'INCONTRO CON IL MISTERO

Nel modello di Agape, l'incontro con l'altro è la realizzazione di un mistero che apre tutti (figure professionali e non) all'incontro con il mistero e l'assoluto. Dal mistero dell'incontro all'incontro con il mistero e ritorno.
Ben lontani da una visione rigida, dogmatica e men che mai confessionale o integralista, il cammino di ricerca di tutti si manifesta nella ricerca di un percorso di vita e d'identità condiviso...
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VIVERE IN «CASA»

II lavoro in «comunità» è fondato sulla multidisciplinarietà, svolto da diverse categorie professionali, medici - psichiatri, psicologi, educatori, operatori di supporto, animatori e volontari.,
La meta è la riduzione del «malessere» personale, il recupero e lo sviluppo delle abilità, il reinserimento sociale e la ri-umanizzazione della persona che chiede aiuto...
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UN «MONTE ATHOS DELLE DIVERSITÀ»

La cooperativa si avvia ad accogliere attualmente nelle sue 8 case di fraternità circa una cinquantina di ospiti, occupando stabilmente con contratti di lavoro o contratti a progetto più di 20 operatori professionali nelle diverse qualifiche, affiancati da consulenti e volontari...
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L'esperienza della cooperativa «Agape»
LE PIETRE SCARTATE

Una società malata di competitivita sforna sempre più persone con disagi affettivi e di comportamento. Troppe sono le «pietre scartate» verso le quali deve andare la solidarietà del credente Occorre agire affinchè, in terra, il «paradiso» non sia accessìbile sempre e soltanto ai soliti fortunati...
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Monastero del Rul Comunità Agape Casa dell'Accoglienza - loc. Vezzolano 57, Albugnano (Asti)
tel. 011 99.20.671 - 011 99.22.034
Studio P.zza Vittorio Veneto 10, 10123 Torino - tel. 011 86.00049 fax. 0118129388